Tanti anni fa avevo stampato un volantino. Ai tempi il mio centro si chiamava “L’impronta”, ed era praticamente il prato davanti a casa. Nel volantino c’era scritto: “Tira al guinzaglio?” “Non torna al richiamo?” “Salta addosso?” E’ tempo di educare il tuo cane! Un cane educato, è un cane felice.
Non era male, come volantino, e anche l’idea del cane educato, che non è un problema per il proprietario, per la società e neppure per se stesso, mi sembrava fantastica.
Erano anche i primi anni in cui si usavano metodi non coercitivi, e poter lavorare in positivo, con il cibo, mi sembrava un’ottima idea.
E’ cambiato tanto, da allora. (Cuccioli maleducati e felici)
Ho uno sguardo molto più critico su cosa si intende con “Educazione” del cane. Soprattutto quando dietro alle parole si nascondono procedimenti che hanno come unico obiettivo soddisfare le aspettative e i bisogni del proprietario.
Chiama “Sviluppo delle capacità cognitivo-emozionali all’autocontrollo e alla calma” un esercizio in cui il cane deve stare sdraiato su un tappetino, e riuscirai a spacciarlo per qualcosa di diverso qualcosa che evita grane al proprietario. Un esercizio che si basa unicamente sul controllo fisico e la rinuncia, senza alcuna considerazione per il cane come individuo.
Il mio volantino se non altro era più onesto, nel dichiarare gli obiettivi. Hai un problema con il tuo cane? Io te lo risolvo! Sono in grado di estinguere, sostituire, modificare il comportamento sgradito.
Ed ecco, l’argomento di questo articolo: come eliminare i comportamenti sgraditi.

Estinguere il comportamento. Per estinguere un comportamento, è importante capire che tipo di vantaggio ha il cane da quel comportamento. Un comportamento si estingue se il cane non ottiene niente di buono, da quel comportamento. Tipo: il cane ha imparato a sedersi per avere cibo. Smettiamo di dargli cibo ogni volta che si siede. Continuerà a sedersi (i cani soffrono di ottimismo cronico e di fiducia mal riposta), ma possiamo dire di aver tentato.
Mettere il comportamento sotto segnale. In se l’idea sembra ottima. Associo il comportamento a un segnale, rinforzo quando il cane esibisce il comportamento sotto segnale, e non rinforzo se il cane lo fa di sua iniziativa. Il cane si siede, dico seduto, dico seduto e il cane si siede, se si siede gli do un boccone. Se si siede quando non ho detto seduto, non gli do niente. Il cane però ha capito che deve sedersi se abbiamo un boccone in mano e pieghiamo la testa in avanti. E continua a farlo anche se ci imponiamo di non dirgli bravo ogni volta che si siede (perché, sotto sotto, che si sieda ci piace un sacco).
Rinforzare un comportamento incompatibile. Questo è un procedimento di gran classe. Si ignora il comportamento sgradito, e se ne sceglie un altro, facendo attenzione a cosa si sceglie, e si rinforza (si paga in cibo, attenzione, gioco...), solo l’altro. Invece di dare bocconi al cane perché è seduto, glieli diamo perché si sdraia. Così si sdraia invece di sedersi, e noi ci sentiamo tipo gli eroi che salvano la Terra dal meteorite. Potenti. In realtà prima prova a sedersi, e poi si sdraia. O si sdraia solo se facciamo un gesto con la mano. Ma l’importante è che si sdraia.

Contro condizionamento. Termine molto amato dai veterinari comportamentisti, e da chi riabilita i cani senza usare coercizione. Nel contro condizionamento il comportamento sgradito è associato a qualcosa di negativo. Il cane ha avuto la nausea in automobile, e non ci vuole più salire. Nel contro condizionamento livelli bassi dello stimolo avversivo vengono associati a livelli alti di rinforzo. Così, auto spenta e ferma, il cane si avvicina e via di cibo. Auto = cibo. No nausea. Brutta nausea. Cibo, buono. L’idea più o meno è questa.
Desensibilizzazione. Che viene costantemente confuso con il contro condizionamento. Perché ci sia desensibilizzazione, ci deve essere stata sensibilizzazione. Il cane sente un rumore, si allarma. Lo risente (es. il click del clicker), si spaventa. Si sta sensibilizzando (l’intensità della risposta di paura aumenta). Se associate il rumore al cibo, è contro condizionamento, se invece chiedete a qualcuno di allontanarsi di un centinaio di metri, tenere il clicker in tasca avvolgendolo prima in una sciarpa di lana merinos, e al click il cane non gira manco l’orecchio, lo state desensibilizzando. Minime intensità dello stimolo a cui non corrisponde la reazione di paura. E si aumenta gradatamente l’intensità dello stimolo. Forse funziona con i piccioni, non lo so. Con i cani, nella mia esperienza, funziona solo se il cane non ha paura di quello stimolo. E solo se il cane vive in una bolla impermeabile alla vita reale.
Questi procedimenti vengono usati, a volte con successo (il cane non ha molta scelta), là dove con successo si intende che il comportamento sgradito si riduce o non viene più manifestato.

Eppure.
Eppure non è tanto diverso dall’uso della coercizione, dove l’obiettivo è forzare il cane nel comportamento gradito o inibirlo nel comportamento sgradito.
Non c’è violenza. Non fisica, almeno.
La violenza, piuttosto, è nell’ignorare del tutto cosa ha portato il cane a esibire quel comportamento. E’ sgradito, e tanto ci basta per decidere di eliminarlo, di modificarlo.
Non ricordo quando, ma ho cominciato a pensare ai comportamenti sgraditi come a un’utile informazione sullo stato emotivo del cane, e le sue motivazioni (la sua percezione del mondo fisico e sociale). (PERCHE' NON AFFIDIAMO CANI A CHI UTILIZZA IL COLLARE A STROZZO)
Invece di pensare “devo cambiare questo comportamento”, ho cominciato a pensare “questo comportamento mi aiuta a capire il cane”.
Ed è cambiato tutto.
Non ho più avuto alcuna fretta di liberarmi dei comportamenti sgraditi.
Non ho più avuto paura di non riuscire a modificare il comportamento del cane. Paura di non riuscire a cambiare un comportamento sgradito.
Per me è stato come sedermi e guardare il cane, come spettatore e non come attore protagonista. Guardo il cane, osservo il comportamento, osservo nel dettaglio in quali contesti viene esibito. Questo è il regno del visibile. Dopo l’osservazione e l’analisi, entro nel regno dell’invisibile. Cerco di trovare le cause. Comportamento, stato emotivo e motivazioni, cause.
Il comportamento “sgradito” è un utile strumento per capire il cane.

Tanto che io li saluto come amici, i comportamenti sgraditi.
Aprono una finestra sul mondo interiore del cane, su chi è, come vede il mondo, di cosa ha bisogno, come si sente...
Quindi io non provo alcuna urgenza a liberarmi dei comportamenti sgraditi. Li lascio lì, dove si trovano, e osservo come cambiano durante il percorso di aiuto al cane. E’ quello che chiamo “Lavorare al problema fuori dal problema”.
Non desensibilizzo, a volte contro condiziono, ma non certo in modo meccanico, non estinguo, non controllo i rinforzi, non associo a segnali, non rinforzo comportamenti incompatibili. Niente di tutto questo, secondo me, aiuta il cane. Niente di tutto questo da al proprietario gli strumenti per aiutare il cane, per capirlo, per accettare il cane nella sua complessità e meravigliosa capacità di provare emozioni, desideri, paure, nel suo bisogno di sicurezza, di comunicare, di controllare la propria vita.
I comportamenti “sgraditi” sono utili informazioni per capire il cane.
Provate a ripeterlo. Provate a pensarlo. Farà una enorme differenza.
Testo di Alexa Capra, 25 maggio 2016
Fotografie di Daniele Robotti
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