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addestramento del cane video

Il 15 aprile 2016 sono quattro anni che ho adottato Ligero.
Qualche giorno fa mi sono imbattuto per caso nelle foto che accompagnavano l’appello di adozione. Era da molto che non le guardavo. Quando qualcuno mi chiede come fosse all’arrivo, rispondo - E’ sempre stato così -. Il tempo fa dimenticare molte cose. Oggi riguardo quelle foto e mi rendo conto che non è affatto sempre stato così. Irriconoscibile esteticamente, quelle foto rimandano la figura di un cane spento. Occhi spenti, inespressivi.
Tutto inizia per caso. Un levriero raffigurato sulla foto profilo Facebook di una vecchia amica. Due chiacchiere, scopro che è stato adottato e li si apre un mondo sconosciuto a me e ai più. La figura del levriero cane snob e aristocratico spazzata via dalla realtà che dista poche centinaia di chilometri dal nostro paese. Nella civilissima Europa, nella mediterranea Spagna. I Galgo, considerati al pari del bestiame, sono fatti nascere e morire al fine di individuare un campione da impiegare nella tradizionale caccia alla lepre. Decine di migliaia di cani sterminati l’anno, nel rispetto di atroci tradizioni e credenze popolari, in un meccanismo che si ripete ancora e ancora.

Molte sono oggi le associazioni che si occupano del recupero dei Galgo spagnoli abbandonati e indesiderati trovando loro adozione internazionale.

adozione galgo spagnolo

Ventuno ore di viaggio in furgone e Ligero entra nella mia vita. Brutto, magro, infestato da parassiti, pelo bruciato, dermatiti, ferite aperte. Nemmeno il tempo di sgranchirsi le zampe, fare litri di pipì e si riparte in viaggio dalla Lombardia fin in Friuli, questa volta in compagnia della sorella ringhiante nel trasportino accanto. Sorella che non ha preso benissimo questa mia scelta.
Vivevo con Nina, Jack Russell Terrier di tre anni, aggressiva ed insicura con i cani. Ero consapevole che lei avrebbe preferito essere l’unico cane di casa ed ero cosciente che questo mio atto di egoismo l’avrei dovuto gestire.
Si, gestire! Perché la mia scelta (non di Nina) è stata un salto nel buio. Di Ligero non sapevamo nulla, solo che Francisco (il proprietario) non lo voleva più.
Per sopperire a questa mancanza di informazioni ed essere preparato alla gestione di eventuali problemi, i preparativi partirono con largo anticipo. Nuova auto spaziosa per poter montare i trasportini, cancelletti alle porte di casa per tenere separati i cani i primi giorni e in mia assenza, organizzazione di spazi diversi dove mangiare e dormire, previsione di uscite separate.
Tutto pronto…e pronto non sei mai.

A detta di associazioni e adottanti (all’epoca non erano molti) i levrieri sono schivi, spaventati, dolci, tranquilli. Dove li metti stanno.

Dolce era dolce. Ma non era spaventato, per nulla schivo e affatto tranquillo. Al primo ingresso in casa, ha strappato una tenda, una maglia, un cuscino ed è andato ad infilarsi in cima alle scale senza poi sapere come scendere. Non abituato al pavimento liscio, si agitava scivolando e sbattendo da ogni parte. Viveva in salotto in mia assenza, separato da Nina che viveva in cucina. Cacca e pipì in casa per oltre un mese. In preda allo stress abbaiava, afferrava il divano (tre posti con penisola) trascinandolo al centro della stanza. Non potevo lasciarli assieme in mia assenza. Nina lo avrebbe controllato e minacciato ininterrottamente e io non sapevo quale potesse essere la sua reazione.
Ossessionato dal cibo. Ricordo ancora il mio primo pasto con lui libero in cucina. Risotto alle verdure - così il profumo non sarà allettante - mi dicevo. Io seduto con le braccia a proteggere il piatto e lui che saltava sul tavolo.

levriero galgo espaniol rescue

Al campo i primi problemi non tardarono ad arrivare. Eravamo pronti a tutelarlo ma…che lui predasse Nina, ringhiando e tentando di afferrarla, lo avevamo in parte sottovalutato. Una predazione senza alcun controllo e senza lucidità. D’obbligo guinzagli, lunghine e  recinti separati per i primi tempi.
Totalmente deprivato (i Galgueros utilizzano la deprivazione come tecnica di addestramento contando sul fatto che cani reclusi saranno più esplosivi al momento della caccia) si lanciava ad  ogni stimolo o picco di stress, in una corsa circolare non riuscendo poi a fermarsi. Non sapeva fare altro. Nessuna interazione con oggetti, nessuno stimolo al gioco.
Si dice - I levrieri sono anarchici, non rispondono ai comandi, sono stupidi…-. Tutt’altro. Essendo cani adulti privati di qualsiasi esperienza, reduci da isolamento e problematiche fisiche evidenti, non ci si può rapportare con loro come con un qualsiasi altro cane di casa. Non è il cane a non capire ma siamo noi in difficoltà nel comprendere e nel trovare un canale di comunicazione. (Un anno femmina, cerca stallo o meglio adozione. Ora vive con un matto che la picchia a giornate! Va tolta di li!)

Adottare non è la fine del percorso. Il percorso comincia con l’adozione.

Ligero per i primi sei mesi non si sedeva e non si sdraiava se non per dormire nella cuccia (spazio reso da noi sicuro ed inviolabile da chiunque). Una vita in piedi, pronto a fuggire ed allontanarsi in caso di bisogno. Non si fidava ad assumere una posizione vulnerabile. Diffidenza mista a dolore e rigidità muscolare.
Creare sicurezze, insegnare alternative, favorire mobilità e l’elasticità muscolare, offrire strumenti per operare scelte, implementare ragionamento e concentrazione. Rompere da subito con un passato. Perché è facile incappare nell’errore di mantenere il cane nello stato di invisibilità nel quale si trova. Un cane non abituato a chiedere e non portato a dichiarare apertamente il suo disagio. A prima vista, un cane che non crea problemi. Ma un cane apparentemente misurato, inerme, fermo, senza reazioni esplicite, congelato, non è sinonimo di cane calmo e a suo agio. Per natura, raramente i levrieri mostrano aggressività, ringhiano, mordono. Gli accumuli di stress e ansia sfociano poi in reazioni incontrollate di corsa, fuga, predazione su animali (spesso altri cani), distruttività. La chiave di volta è arricchire la loro vita e farli aprire, non tenerli chiusi nel loro nulla.

adozione cane da caccia

Son passati quattro anni e non mi par vero. Mi sembra sia con me da poco e al contempo mi sembra sia con me da sempre.

Un cane per certi versi alieno, che si ama o si odia. Rustico, buffo, gentile, generoso, sensibile, silenzioso ma presente, a tratti prepotente. Senza dubbio il mio cane ideale. Una affinità elettiva visibile da chi ci guarda dall’esterno.  
Non ci sono mai stati problemi nella convivenza con Nina. Non si amano, non si cercano ma non si odiano. Convivono e condividono spazi e risorse. Ligero è un cane non aggressivo, non competitivo ma davvero sono stato fortunato. Se avesse avuto un certo grado di aggressività, la convivenza sarebbe potuta essere pesante, per loro e per me. Un grande peso ha avuto anche l’impostare una gestione coerente e consapevole sin dall’inizio, togliendo via via accortezze una volta rodato e testato il rapporto. A togliere si è sempre in tempo. Noi abbiamo creato la situazione e noi siamo tenuti a gestirla, a ricercare e favorire un equilibrio. E’ nostra responsabilità. E’ una nostra scelta imporre una convivenza. Si parte dall’essere consapevoli.
Poi ci sono cani e cani, contesti più o meno idonei, caratteristiche diverse, caratteri dati.

convivenza due cani in famiglia

E poi c’è Ligero. Un cane fantastico.

Nina a volte ancora oggi spera si tratti di uno stallo. Ma lo spagnolo rimane. Il biglietto era di sola andata.
Ligero J. era il nome stampato su quell’annuncio di adozione. Junior perché altri Ligero vennero prima di lui e altri ne verranno. Volevo cambiargli nome. Scelsi Esteban. Poi, leggendo ed informandomi sulle condizione di vita e di morte di questi cani, ho deciso che, in netta contrapposizione ad un trascorso pesante, da quel momento in avanti sarebbe stato per sempre leggero (Ligero in spagnolo significa leggero).

galgo spagnolo levriero

Per saperne di più.
Progetto “Italia – Spagna solo andata”.  Studio su un campione di 81 Galgo rescue.
http://myfido.webnode.it/spagna-italia-solo-andata/

Testo e fotografie di Luca Finazzo, 29 aprile 2016
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