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addestramento del cane video

Una piccola premessa: la cosa più importante che mi sono portato a casa è stata che non so assolutamente nulla. 10 anni di cinofilia percorsi nella direzione sbagliata. Quantomeno adesso so di non sapere, posso fare tabula rasa di sovrastrutture inutili ed impostare un nuovo modo di vivere i cani.
Fatta questa premessa... io e Kira qualche problemino grosso a capirci ce l'avevamo. Dicono che uno sceglie il cane in base a com'è il proprio ego e alla sua personalità. Forse è vero. Dalle mie parti spesso il motto di chi ha un Pit o un Dogo è "Questo se vuole fa una strage, ma ammè mi rispetta". Magari la personalità di chi si prende un cane da pastore è "voglio il cane super intelligente che stupisce tutti per quanto ubbidisce con precisione e rapidità ai comandi". Beh...caspita. Io c'ero dentro in pieno.

vivere con il cane

Per me il cane macchinetta era il termometro di quanto ne sapevo in materia cinofila.

Quando è arrivata Kira un anno e mezzo fa, io avevo letto il mondo sul metodo gentile, sapevo tutto (rectius: pensavo di sapere tutto) sul clicker etc. Ma non sapevo nulla di empatia. Eccoci quindi che io comandavo e Kira, il bravo soldatino, doveva eseguire. E quando non eseguiva: frustrazione per me.
Il manuale del bravo cinofilo diceva: "se il cane reclama attenzioni, non gliele dare o dagliele se fa qualcosa in cambio". E così ho fatto. E inspiegabilmente (mica tanto col senno di poi) Kira voleva sempre più attenzioni (anzi, era diventata proprio morbosa nel chiederle, specie agli altri).
Il manuale del bravo cinofilo diceva: "si insegna al cane a sporcare fuori grazie al kennel". E così ho fatto. Kira però (come è naturale nei cuccioli) qualche disastro in casa l'ha combinato (il divano in particolare è stato fatto a pezzi). E il Kennel è diventato presto la sua piccola prigione in cui restava (non tanto, al massimo un paio d'ore, avendo la fortuna di lavorare a casa) quando dovevo uscire per delle commissioni. Dentro il kennel non combinava casini. Lasciata libera ne combinava. Facile. Ma quello che è facile raramente è giusto.

La situazione era un po' migliorata facendo esercizi olfattivi. Certo, se la sfianchi mentalmente di esercizi olfattivi quando torna vuole solo dormire. Ma è quello che la rende felice? Con l'andare del tempo il "dover per forza" giocare ai giochi olfattivi la innervosiva e ultimamente aveva ripreso a fare danni (cavi masticati etc).
Il manuale del bravo cinofilo diceva: "è opportuno insegnare il riporto della pallina". Sì beh. L'ho fatto. Ma questo mi ha trasformato in un ossessionato della pallina che, se il cane non gliela riporta, si sente frustrato.
Aggiungiamoci: fregare il cane (mi stai scappando, ti attiro con un trucco e ti rimetto il guinzaglio); regole assurde (guai a dargli un boccone da tavola) e routine manipolatorie (non fai resta, non abbasso la ciotola, etc).

scegliere il cane

In tutto questo tempo ho avuto un cane senza averlo.

Non vivevo con un cane. Vivevo con l'idea che il mio ego aveva e voleva di quel cane. Quando passeggiavamo assieme non ho mai prestato attenzione a dove lei preferisse andare, a cosa volesse fare, a quali odori la attirassero.
Era il fagotto all'altro capo della guinzaglio, assicurato con una pettorina (perché fa gentilista, la pettorina) che non mi doveva far fare figure davanti alla gente.
Poi arriva il corso autocontrolli nel 2014. E qualcosa vacilla. Ecco 'sta tizia ai Laghi, che non avevo mai visto prima, che mi terrorizza. Sì: perché in quanto chiaramente lei legge il cane vedo tutta la mia cecità e ignoranza.
La vita procede. Tante cose cambiano. Ma non per Kira. Lei è ancora lì che paziente ci "prova". A dire "ci sono anch'io, accorgiti di me". Ora che mi guardo indietro sono stupito da quanta capacità di sopportazione "a me" abbia avuto. Arriva finalmente il weekend dove ci siamo conosciuti con tutti voi. E lì, finalmente, le parole di Alexa trovano un terreno un po' più fertile nella mia testa.
La passeggiata consapevole. Intelligenza emotiva. Sintonizzazione. Brick (o Bullet) che da cucciola piange la notte e Alexa che si alza per andare a consolarla. Io che mi sento ignorante, ma non inorgoglito. Bon. Ho sbagliato tante cose finora. Ok. Svuoto la tazza. Ricominciamo da capo Kira.

giocare con il cane fune tira e molla

Ed ecco che è successo in questi 10 giorni.

Vivo con un cane che chiamo Kira.
Il fatto che tu cane faccia sitz o platz o esegua alla perfezione i tricks quando te lo chiedo non fa di me un bravo educatore e il fatto che tu non li faccia non fa di me un pessimo educatore. Non mi interessa in generale essere un buon educatore. Mi interessa che tu sia felice. Fammi vedere chi sei, che vita vuoi, cosa ti piace e cosa non ti piace.
Ora quando Kira chiede attenzioni le riceve. Ed è come sollevata. Se mentre sto lavorando al pc arriva con un gioco o anche solo per due coccole, riceve attenzioni e affetto. Ed è mooooolto più rilassata. Non si lancia più stile "cane fatto di cocaina" in faccia alle persone elemosinando considerazione. Prima abbaiava se mi fermavo a parlare con qualcuno e non la consideravo. Ora è rilassata.

Da 10 giorni Kira non è stata più chiusa nel Kennel.

La porta del Kennel è aperta, ci entra talvolta a fare un pisolino, ma non viene più chiusa lì quando esco. Accetto i danni che può fare come parte del nostro processo di crescita e come un'occasione per capirci meglio. Ad ogni modo danni non ne ha più fatti, anche se lasciata a casa da sola. Mi sembra...come dire..."appagata" ecco. (Chiudi il cucciolo in trasportino così gli salvi la vita)


Si gioca a giochi che piacciono ad entrambi. Riporto quando anche lei vuole giocare al riporto, tira e molla (che non facevamo mai e che le piace tantissimo) quando vuole giocare al tira e molla. Per la prima volta mi accorgo che lei mi fa chiaramente capire quando vuole fare il tira e molla (tengo pallina in bocca, aspetto che la prendi e come afferri corda tiro) e quando vuole giocare al riporto (ti sputo la pallina addosso).

Se vuole smettere di giocare e annusare i fiori è libera di farlo. Non le metto pressioni. Non la inseguo. Non la costringo. Non siamo su un ring.

Il nostro rapporto è improntato all'onestà. Per non sbagliare, cerco di non mentire anche su cose che il cane apparentemente potrebbe non capire (tipo: "quando finisco di scrivere 'sta cosa andiamo giù a giocare"). La pettorina è stata sostituita con un collare fisso, perché (in un anno e mezzo non avevo mai notato che) Kira approccia i suoi simili alzando il pelo dorsale. La pettorina mascherava questa cosa. Ora se vuole può comunicare più chiaramente. In passeggiata siamo tutti più rilassati. Anche perché il guinzaglio non è più una fune da tirare. E' il filo telefonico attraverso cui ci diciamo cosa fare insieme. Cerco di stare molto attento a quello che fa, che vuole, a dove va la sua attenzione. E lei è rilassata. Molto.
Si è presa più di un boccone da tavola. Direi che generalmente un bocconcino lo rimedia quasi sempre. I miei manuali dicevano che a causa di quest'infrazione avrebbe dovuto diventare, se non il temuto "capobranco", quantomeno una tracotante scroccona che mi avrebbe reso la vita impossibile mettendo le zampe sul tavolo. Ma non è successo nulla di tutto questo. Lei sta seduta nei paraggi quando mangiamo, se possibile ancora più tranquilla di prima. E quando condividiamo un bocconcino la cosa avviene con naturalezza, in una gentilezza reciproca.
La ciotola non è più condizionata al terra/resta. Lei è in pieno relax. Non scaccia più il gatto prima della pappa e non trema/guaisce più di trepidazione. E' serena. Mangia la sua pappa serena senza strafogarsi come faceva prima.

gioco con il cane pallina gappay

C'è più fiducia tra noi.

Lei mi ripaga con qualcosa che non avevo mai visto prima, forse perché non ero capace di vederlo, forse perché non le ho mai dato motivo di provarne: la gratitudine. Io non so spiegarlo a parole. Magari è una mia proiezione. Magari credo di vederla per sentirmi migliore e gratificarmi. Però...boh. Io ce la vedo. Nel modo in cui mi guarda. Nel modo in cui si fa coccolare. Nel modo in cui sorride contenta nell'erba del parco dove andiamo al sole, sbirciandomi come per assicurarsi che abbia visto che grande cane è.
E glielo dico, perché lo penso davvero: "sei un grande cane!". Lei scodinzola e torna a sorridere nell'erba.
Questi sono stati i nostri primi 10 giorni.

Testo e foto di Marco Benini, 29 febbraio 2016
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