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La tentazione, forte, era intitolare questo articolo “La prossemica è una cagata pazzesca”. Ma, ovviamente, la prossemica non è una cagata pazzesca. Lo può diventare se applicata senza alcuna evidenza scientifica al cane, nell’interazione cane-cane o l’interazione uomo-cane.

La prossemica studia l'uso dello spazio e delle distanze nell'uomo. Secondo alcuni, sarebbe possibile applicare le stesse regole al cane. E' vero? I cani hanno un uso dello spazio simile al nostro?
La risposta è no. Ed è ben evidente nell'incontro tra due cani estranei, nel momento in cui l'uso dello spazio assume un maggior significato nella gestione dell'interazione. I cani permettono al cane estraneo di esibire l'esplorazione ano-genitale, che ovviamente comporta l'accesso alla zona intima. I cani dimostrano anche migliore capacità di comunicazione a distanza, legata sia ai segnali visivi, sia a quelli olfattivi. Applicare le stesse regole, in modo meccanico, significa ignorare del tutto le differenze tra uomini e cani, e il significato più profondo e reale di comunicazione.

Lo studio delle distanze sociali è stato condotto dall’antropologo americano E.T. Hall* nel 1960, analizzando il significato e il valore della distanza in gruppi culturalmente e socialmente diversi. Hall ha studiato la distanza di fuga negli animali, di una distanza critica, e di una distanza individuale e sociale, che riguardano membri della stessa specie. Membri-della-stessa-specie. Non esistono studi sull’uso delle distanze tra individui di specie differenti.

Hall identifica nell’uomo diverse :
1. Distanza intima. In fase di vicinanza c’è un alto grado di coinvolgimento corporeo diretto, che attiva i recettori dell’odore e del calore, mentre è impedita una visione chiara e distinta. In fase di lontanza, tra 15 e 45 cm, sono ridotti i contatti intimi, ma le mani possono ancora avvicinare e afferrare l’altro, la visione dell’altro è ancora ridotta e deformata.
2. Distanza personale. Da 45 a 75 cm nella fase di vicinanza. E’ lo spazio che può occupare una coppia, con una visione meno distorta, e una certa intimità di coinvolgimento. Nella fase di lontananza, da 75 a 120 cm, la visione è più nitida, e non si avverte più il calore corporeo.
3. Distanza sociale. Nella fase di vicinanza, da 120 cm a 2,10 m), si trattano gli affari impersonali. La fase di lontananza (2,10/3,60 m), è usata negli incontri molto formali.
4. Distanza pubblica. E’ quella usata ad esempio da un relatore che si rivolge a un pubblico ridotto. Nella fase di lontananza (da 7,50 in poi), c’è una esaltazione della mimica, della postura e della modulazione vocale.

Nel mondo cinofilo alcuni personaggi si sono appropriati del termine, e dei concetti della prossemica, applicandoli alle relazioni uomo-cane.

Cito: “Come vive un cane l’avvicinamento? Nello stesso modo in cui lo vive un essere umano” (A. Vaira).
“Un cane ben educato, nell’avvicinarsi ad un suo simile procederà a semicerchio, dando segnali calmanti e soprattutto osservando le reazioni che l’altro mostra con il suo linguaggio del corpo” (A. Da Ronco)

Per capire l’uso delle distanze nel mondo dei cani, è necessario studiare la comunicazione tra i cani in un contesto in cui lo spazio non è definito, deformato e limitato dall’uomo. Un mondo in cui i cani possono liberamente scegliere come usare le distanze nelle relazioni sociali. Io vivo una esperienza simile nelle classi di socializzazione, in cui i cani possono usare liberamente uno spazio di circa 80 metri x 120, e scegliere liberamente se avvicinarsi, e come avvicinarsi, a cani sconosciuti, o persone sconosciute.

distanza sociale del cane

I cani non hanno affatto lo stesso uso delle distanze.

La loro comunicazione sociale è in prevalenza olfattiva e visiva, non acustica, e questo implica la possibilità di una comunicazione a maggiore distanza. I cani possono iniziare una comunicazione a decine di metri di distanza, usando segnali visivi, informazioni e marcature olfattive. I cani dimostrano attenzione ai segnali del corpo di altri cani, e usano una comunicazione visiva, non appena l’altro cane entra nel loro campo visivo. Non appena vedono un altro cane, anche se a decine di metri. Alla stessa distanza, una persona è costretta a urlare, o usare una comunicazione visiva enfatizzata, e del tutto inefficace.

comunicazione sociale del cane

Se nell’uomo la percezione dell’odore individuale è limitata a un contatto intimo, nei cani le marcature con urina, e con il corpo (raspando, rotolandosi, strusciando), rappresentano uno strumento comune e molto efficace di analisi dell’odore individuale. Un cane può entrare in contatto con l’odore individuale di un altro cane persino quando l’altro cane non è presente. Durante le classi di agosto, una femmina di malinois in calore ha evitato l’interazione e l’avvicinamento a un gruppo di femmine, e si è immediatamente avvicinata al cancello non appena ha percepito la presenza di un maschio. La malinois ha percepito la presenza di un maschio quando era a 30 metri di distanza.

L’approccio può avvenire con una traiettoria diretta, circolare, approcciando il cane di fronte o sulla parte posteriore del corpo. Trovo sinceramente ridicolo applicare lo stesso concetto di distanza intima ai cani, quando in molti approcci i cani esibiscono l’esplorazione olfattiva ano-genitale. Leggi: piazzano il proprio naso sotto la coda o sotto la pancia di un altro cane. Più intimo di così... E questo, quando i due cani sono dei perfetti estranei. I cani raggiungono una distanza intima molto più velocemente e frequentemente di qualunque umano, e senza mostrare alcun imbarazzo.

marcature del cane annusare area ano-genitale

Non capisco cosa sia un cane “ben educato”.

I cani non seguono una serie di regole di convivenza sociale dettate dal periodo storico e culturale. Oggi è normale dare del tu a una persona, pochi anni fa sarebbe stato maleducato. La nostra educazione, è la nostra cultura. I cani esprimono con il proprio comportamento chi sono, come si sentono, cosa vogliono. Non è niente che abbia a che fare con l’educazione. Al massimo, possiamo valutare il grado di confidenza, la motivazione pro-sociale, il grado di empatia, la capacità di una comunicazione contestuale. Un cane che non si avvicina con una traiettoria semi-circolare non è maleducato. E’ un cane.

Il valore positivo o negativo della distanza dipende dalla percezione individuale, dalla motivazione espressa. Un maschio in corteggiamento vive con frustrazione non poter entrare in contatto intimo con la femmina, la femmina può reagire con fuga e/o minaccia all’approccio del maschio. La distanza non è un valore assoluto, ma dipende dalla personalità, l’esperienza, lo stato ormonale, lo stato emotivo, l’età, le relazioni, le motivazioni. Non può essere ridotta a una serie di cerchi concentrici.

avvicinare un cane sconosciuto

Se vogliamo avvicinare un cane che non conosciamo, invece di contare i metri e i centimetri, proviamo a guardare il cane e chiedergli se possiamo avvicinarci. Impariamo a guardare i cani, a tradurre il loro comportamento in uno stato emotivo e una motivazione espressa nell’interazione. Il cane può dirci “no, ho paura”, “no, non mi interessa conoscerti” “si, ma voglio solo annusarti” “si, ma non mi toccare”, “si, ma allora posso anche saltarti addosso e leccarti in faccia”...

comunicare con il cane

Impariamo a chiedere, e a ascoltare la risposta del cane. Impariamo a comunicare, e a rispettare i cani.

I cani non hanno lo stesso uso delle distanze sociali dell’uomo.

marcatura olfattiva odore individuale nel cane

Comunicano a maggiore distanza, attraverso i segnali visivi e olfattivi, e nell’incontro entrano nello spazio intimo dell’altro cane, per esibire l’esplorazione olfattiva ano-genitale. L’esplorazione olfattiva verso l’uomo è spesso inibita nell’are ano-genitale, i cani imparano che le persone non tollerano un contatto così intimo, e viene quindi esibita più spesso su gambe e piedi (probabilmente sono anche le aree che contengono informazioni relative ai nostri cani). I cani possono comunque esibire questo comportamento anche verso l’uomo, o almeno provarci.

cane che salta addosso e lecca il viso persona

I cani entrano nel nostro spazio intimo anche avvicinando il muso alla nostra faccia, per annusarci o leccarci. Un cane estraneo può leccarci sulla faccia, sulla bocca. Per i cani lo spazio intimo non è affatto legato a una relazione di conoscenza e di “intimità”. Questo non implica affatto che le persone possano avvicinare un cane estraneo e toccarlo sulla testa e sul corpo, avvicinare la faccia (es. per baciarlo), o abbracciarlo. Questi comportamenti non sono legati a una comunicazione sociale, o una relazione sociale, sono solo usare il cane come se fosse un oggetto di gradimento. Il problema non è la distanza, ma la totale assenza di una reale comunicazione sociale.

Testo Alexa Capra, 25 agosto 2017
Fotografie di Daniele Robotti
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* E.T. Hall, La dimensione nascosta - 1966

"Le Classi di socializzazione" un’opera con elevati contenuti tecnici, per la formazione professionale di educatori, istruttori, veterinari, o per chi vuole entrare più in profondità nella comprensione dei cani e delle loro relazioni sociali.

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