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addestramento del cane video

Otto giorni in campo, dal 16 al 23 agosto, 40 cani al giorno. La memoria di questi giorni è ancora molto forte, e mi spinge a mettere nero su bianco alcune considerazioni sulle classi di socializzazione.

8 Giorni in Classe, agosto 2017 - Centro Cinofilo Gentle Team I Laghi. Probabilmente il migliore evento dell'anno, per me. 40 cani al giorno, otto giorni in campo a osservare i cani, a imparare a capire cosa dicono, e a comunicare in modo efficace, a usare lo spazio, le strategie di coping, a sintonizzarsi. Un evento internazionale, che ha coinvolto persone da tutta Italia e da diversi paesi europei.

La versione più comune delle classi è quella di cani che incontrano altri cani. L’attenzione è puntata sull’incontro di un cane con altri cani. Esiste chi usa certi cani, come insegnanti. In queste classi, i proprietari devono rimanere passivi, non possono aiutare o interferire durante gli incontri. Oltre ai cani, anche l’istruttore in campo ha il dovere/diritto di intervenire. Di sicuro sceglie i cani, e può dare istruzioni ai proprietari o agire direttamente sui cani. Le classi possono essere formate da molti cani, prevedere un grado più o meno elevato di controllo e di inibizione, interazioni più intense o più diluite. Con “intenso” intendo lasciare che un cane ( e/o l’istruttore), controlli o fermi o inibisca un altro cane. Con “diluite” intendo le classi in cui tutti i cani sono tenuti al di sotto della soglia di reazione, e sono, almeno in apparenza, sereni e felici.

Per me, le classi sono esperienze vissute dai cani insieme alla famiglia umana.

classe di comunicazione del cane gentle team

Quando guardo un cane in campo, la mia attenzione è divisa su questi elementi:

- la relazione e la comunicazione tra cane e proprietari
- lo stato emotivo, la personalità, le motivazioni del cane
- i coping naturali del cane
- la reazione del cane a persone estranee (me, altri proprietari, il gruppo sociale)
- la reazione del cane a altri cani
- lo stato emotivo, le motivazioni del proprietario

Tutto quello che succede durante le classi mi aiuta a capire il cane, mi da informazioni utili per definire un percorso durante le classi e al di fuori di questo contesto, e mi permette di scegliere i cani e i procedimenti durante gli incontri successivi. Nella mia mente le classi non hanno un obiettivo immediato, ma fanno parte di una visione più ampia e profonda. Ogni cosa che succede, ha un significato, è importante, e utile. (La socializzazione del cane e le “classi di socializzazione")

Ho imparato, in 10 anni di classi, a entrare nella corrente, lasciar scorrere. Creare il contesto, e lasciare che il cane si esprima. E’ da quella libera espressione, che ottengo le informazioni più preziose. Nel tempo, i vari elementi prendono forma, e dall’insieme di tutte le esperienze, durante le classi e fuori dalle classi, si produce il cambiamento. Non nel comportamento, ma negli stati emotivi, nelle motivazioni, nella comunicazione, nella relazione con il proprietario, nell’uso dei coping.

comportamento coping nel cane

Quando creo una classe, quando osservo i cani in classe, la mia mente è aperta a ogni informazione. Tutto quello che succede, è importante. Non sto cercando unicamente un risultato. A volte i cani non sono pronti, per quel risultato, a volte sono i proprietari a non essere pronti. Ogni cane è in un momento del proprio percorso, così come i proprietari, e costruire competenze richiede tempo. Pazienza. Quando il risultato si produce in campo, è magia. E’ quel momento in cui la scelta dei cani è perfetta, il procedimento è perfetto, i proprietari, sono perfetti. Quel momento in cui il cane e il proprietario contengono tutti gli elementi per poter produrre quel cambiamento. Io sono solo il regista dietro le quinte. Non sono mai al centro dell’azione, perché il mio lavoro sono i miei occhi, la mia mente, quella lista di cani. Non farmi fotografare con i cani o intervenire sui cani. Più sono invisibile, migliore è il risultato che sto producendo in campo.

E qui entrano in gioco i proprietari. Quest’anno ho deciso di dedicare più energie a un dialogo con il singolo proprietario. Sono andata da loro, e abbiamo parlato. Non è facile, per me, ma è importante, e ho cominciato a apprezzare un dialogo diretto, personale. Il motivo per parlare con i proprietari è che a volte la mia visione è diversa dai bisogni e le aspettative che i proprietari riversano in questo tipo di attività. Non solo ho bisogno di poter spiegare i miei obiettivi, ma devo anche entrare in contatto con la forma mentale dei proprietari. (Sette Giorni in Classe 2014)

capire il comportamento del cucciolo

Cosa vogliono i proprietari?

Stare bene. Il bisogno più profondo e radicato è stare bene. Non sentirsi insicuri, in ansia, spaventati, senza controllo, esclusi, ignorati.

E questo per me, è spesso il problema più grande da affrontare nelle classi. Questo profondo bisogno di stare bene, che rovescia su di me aspettative, frustrazioni, delusione, persino rabbia. Durante le classi io sono in grado di sopportare qualunque stato emotivo dei cani. Fatico a reggere l’impatto con le ondate di emozioni negative che arrivano dai proprietari, quando il cane non è stato abbastanza bravo, felice, competente, non li ha considerati, ha scelto l’evitamento, ha esibito un comportamento che loro non vogliono che esprima.

Il mio ruolo, in campo, a volte sembra essere soddisfare il bisogno dei proprietari di stare bene. Cosa che saprei anche fare.

Per me sarebbe molto facile, fare felici i proprietari.

Conosco procedimenti, so scegliere cani, che rendono le classi una passeggiata di salute. Cani e proprietari dentro alla loro zona confort, chiacchiere su quanto è bravo e bello il cane, su quanto è stato bravo il proprietario.

Di sicuro, a fine giornata avrei proprietari sorridenti. E cani che vanno via esattamente com’erano arrivati.

Ho fatto classi in zona confort, perché anche quelle sono importanti. Fare stare bene i cani è importante. Ma è una parte del lavoro. Il resto è conoscere il cane, nella sua complessità. Dare al cane degli strumenti per sentirsi meglio, per fare meglio, fuori dalla sua zona di confort. Insegnare a un cane la soluzione al problema, invece di metterlo solo a contatto con situazioni che non sono un problema. (Valutazioni e classi di socializzazione.)

comunicazione uomo cane

I proprietari sono impazienti. Devono vedere il cambiamento, la soluzione. Per alcuni, il senso delle classi è solo questo. Dimenticano il proprio ruolo, dimenticano che il cambiamento è anche una loro responsabilità, non mia e non dei cani che incontrano nelle classi. Dimenticano che schemi di reazione e di relazione che si sono fissati per mesi, e anni, possono riemergere in ogni momento, e che cambiare è difficile, faticoso, e richiede tempo.
Io ho dovuto lottare per anni, per trovare una motivazione reale, per comunicare di persona con un proprietario che mi sta buttando addosso le proprie emozioni. Per avere la stabilità personale per riconoscere i confini tra me, il mio ruolo, e le responsabilità che mi si vogliono attribuire. Il mio compito, non è fare felici i proprietari. Non è soddisfare i loro bisogni. Ma è mia responsabilità capirli, comunicare, condividere. Il mio ruolo, è aiutare il cane. E in questo percorso io sono pronta a accettare emozioni, comportamenti, qualunque siano, a lottare per capire, per trovare una strada. Non è qui e adesso, è un percorso che richiede tempo, impegno, fatica. (10 errori da evitare nella socializzazione con altri cani)

Quello che i proprietari dovrebbero volere nelle classi

Guardare il proprio cane, in ogni elemento di un individuo che esprime emozioni, motivazioni, una propria personalità, e il prodotto di condizioni di vita, esperienze, relazioni. Guardare se stessi, e chiedersi che ruolo hanno nella relazione con il cane. Usare le classi per conoscere il cane e conoscere se stessi. Guardare al di fuori delle classi, guardare al momento, e guardare al futuro. Avere una mente aperta, mettersi in gioco. Assumersi la responsabilità del benessere del cane. Affrontare i problemi, invece di sfuggire alla realtà. Essere felici se il cane è felice. Guardare, ascoltare, sentire.

aiutare il cane

Entrare in contatto con la propria scimmia, accettarla, invece di scaricarla su di me. Ma almeno in questo sto diventando brava, nel rimettere le scimmie al loro posto :D

Testo Alexa Capra, 27 agosto 2017
Fotografie di Daniele Robotti
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