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addestramento del cane video

Neppure vivere in un posto isolato, mette al sicuro dagli imbecilli. Nel mio caso, qualcuno con un cane lasciato libero di schiantarsi contro la recinzione di casa. Quel cane, che non ho idea di che muso abbia, forte della presenza di una rete che lo divide dai miei cinque cani (5!), ha cominciato a scavare. Ci sono due buche, belle grosse, quindi immagino che la scena si sia ripetuta. Solo che ha scavato tanto da permettere a Puma di uscire sulla strada. Io ho rischiato che un mio cane si facesse male, perché i proprietari di quel cane non l’hanno richiamato, visto che proprio non ce la fanno a tenerlo al guinzaglio in mezzo a una strada.

Forse la gente lo trova divertente. Forse è un retaggio di un lontano passato, quando non esisteva la televisione e per divertirsi la gente usava gli animali per spettacoli più o meno violenti. O forse la gente pensa che tre querce lungo la strada è come essere nella savana, e puoi lasciare che il tuo cane corra libero e venga davanti al nostro cancello a provocare i miei cani. Fa molto vita selvaggia, immagino.

O forse la gente se ne frega e basta. Neanche si chiede, se per quei cani è sano, fare rissa a rete, o davanti a un cancello. Perché davvero non si spiega, la quantità di proprietari che lascia il cane libero, o segue il cane al guinzaglio fino alla recinzione di un qualche giardino occupato da un qualche cane. Ci sono anche quelli che proprio si fermano, davanti al cancello. E lasciano che i cani si sputino addosso saliva e insulti, folli di frustrazione e di rabbia.

cani che fanno rissa alla recinzione di casa

Io li vorrei vedere, toccasse a loro. Affitto un qualche irascibile violento e vengo davanti a casa tua a farti coprire di insulti, finché cominci a agitarti e poi a urlare pure tu. E’ ancora divertente? Stai cominciando a chiederti se la porta di casa è abbastanza sicura da tenere fuori uno psicopatico che manco conosci e che sta lì dietro a minacciarti? Hai paura? Vuoi chiamare i carabinieri?
Perché il mio cane non può chiedere aiuto a nessuno. Al massimo può contare sugli altri cani di casa, che corrono urlando lungo la rete mentre il tuo cane li minaccia a pochi centimetri da quella che è casa loro. A volte, esco io di casa. E ti urlo dietro “tenete quel cane al guinzaglio!”. Salvo sentirmi rispondere che a voi va bene che si faccia del male, il vostro cane, perché magari “così impara”.

Qualunque sia la motivazione che spinge quei proprietari a portare il loro cane davanti alle recinzioni, o lasciarlo libero di correre lungo la strada e scatenare l’apocalisse, convinceteli a smettere.

cane da guardia al cancello

Non perché i cani abbaiano e disturbano. Non perché i cani corrono rischiando di farsi male, e di aggredirsi l’un l’altro dentro a quel giardino. Non farlo più perché non ha nessun senso. Perché fa male ai cani, anche al loro cane. Non è divertente, non è un modo per rendere più eccitante la passeggiata, è solo insano. Non ha solo un effetto negativo sullo stato emotivo del cane, ma influenza anche la relazione con il cane. Sempre importi loro della relazione con il cane.
Il punto di vista del cane, in tutto questo, è che voi proprietari con cani che si schiantano sulle recinzioni altrui, non avete nessuna importanza, nessuna capacità di gestire la situazione. Che siete irrilevanti. Ir-ri-le-van-ti. Non siete in grado di comunicare al vostro cane che si può passare davanti a un giardino occupato da un cane, senza dover per forza scatenare una rissa, esplodere emotivamente, perdere il controllo emotivo.

Si-può-fare

Si può passare davanti a un cancello, a una recinzione, con un cane che non sente il bisogno di innescare una rissa o di rispondere all’abbaio che arriva da dietro quella barriera?

Si, si può. Però bisogna guadagnarselo. La fiducia del cane, dico.
Per ottenere questo risultato, serve un guinzaglio, e coerenza.
Il guinzaglio serve per evitare che il cane arrivi a rete. Se la strada è stretta, tenete il guinzaglio più corto. Se il vostro cane è pronto a reagire, tenete il guinzaglio corto e il cane sul lato opposto a quello del giardino occupato da un cane. Guinzaglio corto - lato opposto.
Il guinzaglio non serve per costringere il cane a seguirvi, ma per dargli la sensazione che lo state prendendo per mano, e guidando fuori da una situazione difficile. Dovete trasmettere una sensazione di sicurezza e di confidenza, non di controllo e di forza e basta. Non è imporsi, la questione, è dire al cane, “seguimi, ci penso io a proteggerti”. (Un guinzaglio per due: la camminata consapevole)
Se il vostro cane ve lo consente, potete usare un coping. E’ semplice avere dietro un giocattolo, e darlo al cane se lo chiede, o DOPO che ha reagito, quando vi state allontanando e il cane è meno intenso. Il coping puo’ aiutare il cane a recuperare prima dallo stress, e può persino portare il cane a non voler proprio aggredire i cani dietro alle recinzioni. (Cani e strategie di coping)

coping cane ridurre aggressività

La coerenza si esercita non volendo che il proprio cane vada a schiantarsi contro un altro cane esplodendo in aggressività, paura, frustrazione.

Se io non voglio che il mio cane lo faccia, farò in modo che non lo faccia. In molti contano sulla presenza della barriera per non preoccuparsi e occuparsi del cane in quel contesto. Non possono farsi male, tanto sono divisi da un cancello e da una staccionata. Forse non possono mordersi, ed è da vedere, ma di sicuro quella reazione emotiva fa male al cane. Non è comunicazione, non è una interazione sociale, è solo una esplosione emotiva, una bomba di emozioni negative.
Per il cane è possibile ignorare i cani che gli abbaiano da dietro alle recinzioni solo se si fida di voi, se sa che quella barriera terrà il pericolo lontano. (Autocontrollo non è un cane seduto)

Quello che di sicuro non aiuta il vostro cane, è l’inibizione. Strattonare il vostro cane, tenerlo appeso al guinzaglio, sgridarlo, intimargli “NO!”, sono dimostrazioni di quanto siete impotenti e irrilevanti. Più violenza può rendervi più importanti, ai suoi occhi. Ma è una importanza legata alla paura, nient’altro che la paura. In quel momento gli state dicendo che il suo problema più grande non sono i cani dietro a quel cancello, ma siete voi. Ora, non so voi, ma io non vorrei che il mio cane pensasse questo di me. 

Testo Alexa Capra, 20 settembre 2017
Fotografie di Daniele Robotti e Alexa Capra
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