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addestramento del cane video

Quattro anni fa ci siamo trasferiti ai Laghi. I Laghi sono la casa madre del Gentle Team. Ci sono due laghetti di drenaggio, e un canale. Per i miei cani, il paradiso. Brick ha imparato a nuotare a sei anni. A sette anni ha imparato a fare i tuffi. Tutti i miei cani nuotano ai Laghi, lo trovo un modo fantastico per farli divertire, per allenarli e mantenerli in forma.
Il vantaggio dell’acqua è quello di sviluppare tonicità e massa muscolare, e resistenza, senza gravare sulle articolazioni, e senza il rischio di affaticamento da calore. I cani possono fare attività fisica anche nei giorni più caldi dell’anno. Quando ci alleniamo in Obedience, lungo il lago, prima dell’allenamento e subito dopo, i cani possono entrare in acqua, rinfrescarsi.
La temperatura dell’acqua, e l’evaporazione dell’acqua di cui è imbevuto il pelo, hanno come effetto un abbassamento della temperatura del corpo.
Ma la presenza di acqua per me si è rivelata fondamentale anche in una attività puramente sociale, le classi di comunicazione e socializzazione.
Quest’anno, più ancora che in passato, mi sono ritrovata a chiedere ai proprietari di far bagnare i cani, di “mettere sotto segnale” l’andare in acqua (“vai tuffo!!”), di seguire i cani fino alla riva del lago permettendo così loro di tuffarsi.

tuffo cane in acqua mare

L’acqua fa bene.
E’ fresca, e abbassa la temperatura del corpo. I cani possono dissetarsi. E’ divertente, i cani possono giocare con giocattoli, nuotare, fare spruzzi con le zampe e cercare di afferrarli con la bocca.

E’ un coping, riduce efficacemente i livelli di stress.
L’acqua aumenta la conduttività elettrica della pelle, disperdendo le cariche elettrostatiche.
Durante le classi i cani scelgono di andare verso il lago, invece di intraprendere una interazione conflittuale. Interrompono una interazione per andare in acqua, quando hanno bisogno di un time out. Usano anche l’acqua per competere contro altri cani (il lago è mio, la pallina che galleggia è mia, non puoi uscire dall’acqua, non puoi avvicinarti a me se sono in acqua), ma questo è parte dello spettro delle emozioni e delle motivazioni, è una forma legittima e naturale di comunicazione.

L’acqua rende i cani felici.

La felicità dei cani è raramente argomento di discussione. Si parla di cani educati, cani calmi, di cani da riabilitare, di cani che si comportano bene, di cani addestrati.
Per me l’acqua è l’essenza dei cani felici. Di qualcosa che fa stare bene i cani, aggiunge benessere, divertimento, piacere. Si parla spesso di stress, comportamenti problematici, comportamenti da cambiare, cani da cambiare. Dovremmo ragionare più spesso sullo stare bene, il divertimento, il piacere, l’eccitazione, la gioia.

In realtà, da che abbiamo iniziato a fare classi con una bacinella, poi una piscina, e infine siamo approdati ai Laghi, negli ultimi anni sembra che non si possa avere un centro cinofilo senza avere una piscina per i cani. Non riesco a guardare la foto di una piscina senza cercare il cane. L’acqua è benessere, vero. Si vedono però anche immagini di cani forzati a entrare, costretti a nuotare.

piscina per cani cuccioli

Per me è fondamentale che entrare in acqua, nuotare, tuffarsi, siano una scelta del cane.

Per il cane può essere fortemente stressante essere costretto a nuotare, non toccare il fondo con le zampe può causare stress fino a veri e propri attacchi di panico, con il cane che annaspa fino al bordo e cerca in tutti i modi di saltare fuori. Perché sia un elemento di benessere, il cane deve sentirsi al sicuro e gradire il contatto, entrare di propria iniziativa, sentirsi abbastanza confidente da nuotare. Obbligarlo significa tradire la sua fiducia. Nelle foto di cani in piscina, guardate lo sguardo del cane: i cani felici sorridono.

Mettere tuffi e gioco in acqua sotto segnale.

Mettere sotto segnale significa, nel lessico dell’addestramento, associare un termine a un comportamento. In questo caso, il comportamento può essere il tuffo in acqua, il gioco in acqua. Non so ancora perché per me è importante, credo che un elemento dell’uso di un segnale sia condividere con il cane un momento divertente. Un segnale associato a qualcosa di molto piacevole può avere una influenza positiva sia perché può modificare lo stato emotivo del cane (anticipando qualcosa di piacevole), sia perché aggiunge noi all’elemento divertente. Stiamo dicendo al cane “adesso facciamo qualcosa che ti piace tantissimo!”.
Io uso come segnale: “vai tuffo!”. Se Brick ha bisogno di un time out o di un coping, o anche solo di qualcosa di gradito, durante le classi, andiamo verso il lago e le dico “vai tuffo!”. Se non vado con lei, mugola per convincermi a muovermi. Quando arriviamo sulla riva del lago, benché le sia ovviamente concesso di lanciarsi quando e come vuole, aspetta il segnale. Mi ricorda un bambino che trova più divertente fare qualcosa se c’è qualcuno che lo guarda e gli dice che è stato bravissimo. Alla fine siamo tutti animali sociali che amano e hanno bisogno di condividere.

tuffo del cane in acqua

Il segnale non va usato per distogliere il cane da una interazione, durante le classi di socializzazione. E’ importante che il cane si fidi abbastanza della situazione da potersi muovere liberamente. Se abbiamo la sensazione che un altro cane potrebbe farlo sentire a disagio, o farlo sentire in pericolo, dobbiamo aspettare ad essere da soli, prima di condividere il nostro momento acquatico.
Ho visto spesso cani problematici in prossimità o in acqua, ma i cani non sono mai stati distolti dall’interazione. L’acqua può essere parte dell’interazione, può far divertire i cani, ma non dovrebbe diventare un problema in più per il cane. Alla fine delle interazioni delle classi estive, i proprietari possono rimanere lungo la riva, e giocare con i cani a tuffi, nuoto e riporto in acqua. In quei momenti i cani in campo sono compatibili, o da soli.

“Vai tuffo!” è vai tuffo, è divertiti, divertiamoci.
Non è niente di diverso, ed è molto più di quanto spesso si creda.

22 Settembre 2015
Testo di Alexa Capra
Fotografie di Daniele Robotti
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