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addestramento del cane video

Ho appena finito la valutazione di due Schnauzer. Il mio border collie è dentro la club house, in un trasportino.


Una delle due femmine segue le sue tracce e sta per entrare nella stanza. Chiedo alla proprietaria di richiamarla. Non voglio che il mio cane si trovi muso a muso con un cane estraneo mentre è nel trasportino. La proprietaria richiama la cagna, ma la Schnauzer è troppo curiosa per ascoltarla. La voce della proprietaria si indurisce, e si alza di volume. “VIENI!”. La cagna esita, poi si allontana dalla porta.

La proprietaria non dice niente, io faccio i complimenti alla cagna “brava! Sei stata proprio brava a non entrare!”. Perché i complimenti?
Alla fine è stato necessario insistere perché scegliesse di fare quello che le è stato chiesto. Sono io a chiedermelo, e sono io a rispondermi: “Se metti pressione, usando un tono di voce più duro e alzando la voce, devi essere tu a togliere pressione”. Elabora.

border collie da lavoro

Ho una bouledogue francese, Sonne, che può fare quello che vuole.

Può stare in casa, può uscire in giardino. I pastori tedeschi dovrebbero stare fuori, ma dato che la porta è aperta e non c’è neppure il cancello, a volte decidono di entrare. Se io dico a Puma (uno dei tre pastori tedeschi) “Puma, fuori!”, sto mettendo pressione per farla uscire. Puma è in grado di riconoscere il contesto, e sa che deve uscire (per esperienze precedenti). Per ridurre la pressione, Puma può uscire. Se Puma sceglie di rimanere dentro, la pressione aumenta: “PUMA, FUORI!”. La pressione si interrompe non appena Puma esce. In quel contesto io lascio al cane la responsabilità di togliere pressione.

Perché in questo contesto è il proprietario a doverlo fare?

Io sono in casa, e la pressione serve per allontanare Puma da me (farla uscire di casa e allontanarsi da me). Se io sono fuori casa, e metto pressione per costringere un cane a ascoltarmi, non voglio che rimanga lontano da me. No, non sto dicendo che è giusto alzare la voce e usare un tono più duro per costringere il cane a fare quello che vogliamo.

Sto dicendo che SE lo fate, dovete capire anche come il vostro comportamento viene percepito dal cane, e quali conseguenze può avere.
Se usate pressione, con la voce, lo sguardo, la tensione del corpo, con tutta la comunicazione corporea associata al vostro stato emotivo, uno degli effetti è allontanare il cane da voi.

Più è forte la pressione, più state respingendo il cane. E’ quello che volete?
Volete davvero respingere il vostro cane? Se non lo volete, appena il cane vi ascolta, appena anche solo accenna a fare quello che chiedete, togliete pressione.

pastore belga malin lavoro in obedience

A volte è difficile riuscire a rimanere positivi, quando il cane sembra essersi completamente dimenticato di noi. Ma se riusciamo a cogliere il minimo segnale di ascolto, è importante riconoscerlo, e aiutare il cane a proseguire su quella strada

“Vieni!” - il cane gira un orecchio - “Bravo, sì, sono io che ti sto parlando, mi fa piacere che tu mi stia ascoltando. Vieni” - il cane si gira a guardarvi - “Bravissimo, è proprio questo che ti sto chiedendo, di venire qui. Vieni” - il cane torna a occuparsi dei fatti suoi - “VIENI” - Il cane esita - “Bravo, sei un bravo cane, e so che sei in grado di venire da me” - il cane fa un passo verso di voi - “Grande cane! Ma sei stato bravissimo”

La gente entra in uno stato emotivo negativo, e non ne esce più.

Non importa cosa il cane sta facendo, quanto li sta ascoltando, quanto ci sta provando, se sono arrabbiati, spaventati, insicuri, frustrati, non escono da quello stato emotivo. E in quello stato emotivo non vedono più il cane.

Smettono di comunicare con il cane, non fanno altro che vomitare addosso al cane il loro stato emotivo. Il mio compito è insegnare alle persone a uscire da quello stato emotivo. Solo così è possibile aiutare il cane, comunicare con il cane, e riuscire a vedere il positivo e togliere pressione. Se imparate a essere dalla parte del cane anche nella difficoltà, anche nel conflitto, è tutto più facile.

pastore tedesco in lavoro obedience

Per un cane competitivo e possessivo la percezione che noi vogliamo portargli via il giocattolo rende più difficile la scelta di lasciarlo

Aumentare il grado di pressione è l’unica strategia possibile?

Sto facendo lezione, e sto spiegando gli effetti della pressione esercitata dalle persone sui cani. L’esempio è l’effetto della pressione esercitata per far lasciare al cane un oggetto. Se il cane è possessivo, se il cane è competitivo, se il cane usa la presa su un oggetto come strategia di coping, più pressione mettete, meno il cane lascerà.

Per la dimostrazione mi aiutano Lola Banti e il suo straordinario cane corso, Ivan. Ivan è un cane con una grande personalità, competitivo, determinato. Ivan non ha molta voglia di lasciare il giocattolo. Lola dice “lascia”. Ivan non lascia. Lola aumenta la pressione: “Ivan, lascia”. Ivan non lascia. Lola aumenta ancora la pressione: “Ivan, LASCIA”. Ivan non lascia.

Le chiedo di togliere ogni tipo di pressione, e di usare una comunicazione di richiesta e non di imposizione. Lola dice gentilmente “Ivan, puoi lasciare il giocattolo?”. Ivan lascia.

La pressione può rendere più difficile per il cane fare quello che volete. Non dico di crederci, ma provateci. Se ci provate, dovete essere onesti. Non basta cambiare la voce, il cane non vi crederebbe e non vi capirebbe, dovete cambiare la motivazione con cui vi rivolgete al cane.


Alexa Capra, 31 luglio 2020

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