Mentre sono in volo verso Hamburg, tra i miei cani si scatena una rissa (causata almeno in parte dalla gestione della persona a cui li avevo affidati).
Torno, e trovo una situazione completamente diversa da quella che avevo lasciato.
Le mie due femmine di pastore tedesco sono divise, Puma è terrorizzata da Arj. Kandji, giovane pastore tedesco, e Grisou, border collie, sono separati e minacciano di aggredirsi non appena si rivedono.
I miei cani vivono insieme.
Dormono in soggiorno, sul divano. Vivono insieme in giardino, li porto insieme a correre nel bosco.
Un equilibrio che ho mantenuto per 6 anni, fino a quel giorno.
Per dieci giorni tengo separate Puma e Arj, Kandji e Grisou. Spacco il mio gruppo in due. Arj e Kandji, Puma e Grisou. Da allora più niente passeggiate nel bosco insieme, un giorno è per i rossi (Puma e Grisou), un giorno per i neri (Arj e Kandji). L’unica che ha mantenuto rapporti con tutti, è Brick.
La nostra vita è cambiata.
Dopo circa due settimane riesco a riunire Arj e Puma.
Come ci riesco?
Dico a Arj che non può aggredire Puma, e a Puma che non può aggredire Arj.
Costruisco muri invisibili, usando una comunicazione sociale e la nostra relazione.
“Non vi potete minacciare, non vi potete aggredire”.
In tutto questo c’è una parte di inibizione, non ho alcuna intenzione di nasconderlo.
Ma io non provo alcuna rabbia, per il loro comportamento.
Non penso che il loro disagio, sia un affronto a me.
Provo dispiacere, mi fa male sapere che non si sentono più al sicuro in casa loro, insieme ai cani con cui sono cresciute.
Il mio unico obiettivo è aiutarle a gestire il trauma di quell’episodio, assumermi la responsabilità di mediare la loro relazione.
Per ogni “basta” che dico, c’è un “brava” per il tentativo di tollerare, per ogni strategia alternativa alla minaccia e la provocazione.
E’ come lo strappo su un tessuto, che viene rammendato giorno per giorno fino a chiuderlo.
Il tessuto non tornerà quello di prima, ma la cucitura può reggere.
Puma e Arj vivono di nuovo insieme, quando io sono a casa, e quando non ci sono.
Dormono sullo stesso divano.

Tra Kandji e Grisou quell’episodio ha avuto conseguenze più gravi. Da quel giorno, non li ho più lasciati insieme.
Per la prima volta, mi trovo a gestire due cani da separati in casa.
Kandji di giorno vive in giardino con Arj e Puma, Grisou in casa con Brick.
La mia unica fortuna, in tutto questo, è che Grisou ha 12 anni, e tutto sommato fare il pensionato in casa non gli dispiace affatto.
Non posso lasciarli insieme in giardino, non dormono nella stessa stanza in casa.
L’unica richiesta, da parte mia, è che siano in grado di tollerare la rispettiva presenza quando Grisou esce o rientra in casa.
Mentre con le due femmine ho ricostruito una relazione sociale, tra i due maschi il mio obiettivo è stato, dall’inizio, l’evitamento.
Il muro che ho alzato tra le femmine è stato abbassato fino a eliminarlo.
Il muro tra i due maschi è totale.
Nei pochi secondi in cui si incrociano, voglio che non si guardino, non si avvicinino uno all’altro, non ci sia tra di loro alcuna comunicazione e alcun contatto.
Sono io a imporre queste regole, e sono io a farmi carico della loro capacità di gestire questa manciata di secondi al giorno.
Io controllo che ognuno di loro rispetti le mie regole.
Questo è un costo che io impongo per riuscire a gestirli, e perché non voglio perdere fiducia nei miei cani al punto in cui non sono in grado di avere i due cani presenti nella stessa stanza senza che si aggrediscano.
Non ho usato museruole, guinzagli, collari vari, non ho lanciato niente contro i miei cani, non ho usato violenza.
Ho accettato di dover avere un ruolo negativo e ho usato me stessa, come muro.
Li ho guardati negli occhi e ho detto loro:
“non puoi aggredire”.
Tutti e due hanno una buona base di lavoro in apprendimento, e ho potuto sfruttare questa competenza per aiutarmi i primi tempi.
Chiedevo a Kandji di sedersi e rimanere seduto mentre Grisou rientrava in casa.
Chiedevo a Grisou di restare in casa mentre Kandji saliva in auto.
Ho ridotto la quantità di controllo fisico quando i due cani si sono abituati a ignorarsi.
L’evitamento, lo ripeto, è richiesto per pochi secondi al giorno.
Il resto del tempo vivono divisi.
Dato che Grisou vive in casa (libero, può andare dove vuole), per compensare il cambio di stile di vita, mi impegno ogni giorno a farlo giocare sul prato, o portarlo a fare una bella passeggiata nel bosco.
Non è mai stato un cane socievole verso i propri simili, anzi, e non dover condividere la sua vita con tre pastori tedeschi è stato un cambiamento più che ben accetto.
Kandji ha mantenuto la routine precedente, la notte in casa sul divano, il giorno fuori in giardino.
Da quando non deve più condividere i suoi spazi con un altro maschio adulto, è maturato e diventato molto più baldanzoso.

La morale di questa storia è che quando qualcosa causa una frattura nella relazione tra due cani, e i due cani sviluppano una reciproca intolleranza, si può provare e si può riuscire a farli tornare a vivere insieme.
E’ importante però continuare, ogni giorno! a monitorare la loro comunicazione, facendo attenzione a minimi segnali di disagio.
Uno sguardo, passare davanti, irrigidirsi, spostare, indurire lo sguardo, una reazione di timore, spostarsi, mostrare segni di timore o paura.
I due cani non devono solo vivere insieme, devono ricostruire un equilibrio che li faccia sentire al sicuro, garantire il loro benessere.
Per molte settimane dopo quell’episodio, ho lavorato ogni giorno a farle sentire tutte e due felici, abbiamo giocato, fatto passeggiate, le ho coccolate, ho comprato giocattoli da lasciare in giardino, qualunque cosa le facesse sentire bene.
Il benessere emotivo è una medicina potente contro lo stress.
In alcuni casi la convivenza diventa un pericolo per uno o entrambi i cani, può essere necessario dividerli, per sempre.
Immaginate due scatole, con il nome dei due cani.
Immaginate di mettere in quella scatola tutte le cose gradite che il cane manterrà dopo la divisione.
Adesso mettete nella scatola di ognuno tutto quello che perderà a causa della divisione.
Una delle due scatole contiene più elementi positivi, o una ne contiene più di negativi? Le due scatole dovrebbero essere uguali.
I due cani dovrebbero essere ugualmente tutelati, a seguito della divisione.
Se non lo sono, uno dei due sta pagando il prezzo per tutti e due. State dichiarando che uno dei due è privilegiato, è il vostro preferito. I cani non possono scegliere, possono solo subire le nostre decisioni.
Impegnatevi per rendere la vita dei due cani ugualmente degna di essere vissuta. Non riuscirete a farli vivere di nuovo insieme, ma alla sera andrete a dormire sapendo che i vostri cani sono ugualmente tutelati, e questo farà di voi una persona migliore.
Testo e fotografie Alexa Capra, 24 novembre 2018
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"Quello che diciamo ai cani" è la prima guida in assoluto dedicata a questo argomento: la comunicazione dall'uomo al cane.
Un argomento fino ad oggi sottovalutato ma di fondamentale importanza per la relazione tra uomo e cane, in ogni ambito, compresa la soluzione dei problemi di convivenza e dei problemi comportamentali del cane.

