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addestramento del cane video

Io faccio coccole ai miei cani. Faccio coccole a qualunque cane me le chieda.
A gratis.

L’estate è la stagione del nulla. La stagione in cui la gente non ha molto da fare, fa caldo, e si discute di nulla, per nulla. Sul nulla. Questa volta entro in una discussione (perché fa caldo), sull’opportunità di fare le coccole ai cani in una toelettatura. Non si fa. Dice l’autore del post. Perché no? Ed ecco le pseudo-scientifiche spiegazioni (tratte da un articolo di Valeria Rossi):


“a) perché carezze, abbracci & affini NON fanno parte dell’etogramma del cane. Ad accarezzarsi e abbracciarsi sono i primati (come noi), non i canidi. Avete mai visto un cane abbracciarne un altro? (Quando dormono insieme, non vale: è solo che non sanno dove mettere le zampe!)

b) perché è vero che i nostri cani, a volte, sembrano apprezzare; e altre volte vengono proprio a chiederci, palesemente, di essere accarezzati… ma questo è un comportamento indotto dal fatto che, attraverso la convivenza con noi, hanno imparato a capire che questi per noi sono segni di apprezzamento. Quindi quella che cercano in realtà, quando per esempio fanno il classico gesto di infilarci il muso sotto la mano (e qualcuno se la spinge proprio sopra la testa), è la nostra approvazione sociale.

Peccato che l’approvazione sociale, in un branco, vada meritata e non debba/possa cadere dal cielo, così “tanto per”.
 Approvare il cane quando non ha fatto nulla, in realtà, significa concedergli “onori e privilegi” per il solo fatto di esistere: ma questi onori e privilegi, in un branco, sono riservati ai soggetti di rango superiore.

Ergo, il nostro cane, quando ci “chiede le coccole” solo perché gli va, non ci sta dicendo qualcosa come: “Umano mio, ti amo tanto, fammi capire che mi ami anche tu”, bensì: “Ehi, tu, essere inferiore, gradirei una grattatina sulla testa: vedi di obbedire e di darmela subito!”

Non pubblico il resto, perché è una ripetizione dello stesso concetto.

coccole al cane

Ma vorrei replicare punto per punto.

“a) perché carezze, abbracci & affini NON fanno parte dell’etogramma del cane. Ad accarezzarsi e abbracciarsi sono i primati (come noi), non i canidi. Avete mai visto un cane abbracciarne un altro? (Quando dormono insieme, non vale: è solo che non sanno dove mettere le zampe!)”

Io ho scritto l’etogramma del cane. Non l’ho ancora finito (ne manca uno). Ci ho messo anni, a raccogliere tutte le pubblicazioni scientifiche, a trovare le foto e fare i video. L’etogramma del cane è l’elenco dei comportamenti della specie Canis familiaris. Non comprende le coccole fatte da una persona perché le persone non sono contemplate, nell’etogramma del cane. Quindi, vero, non ci sono le coccole. Ci sono, di sicuro, nell’etogramma umano. Le persone comunicano attenzione, affetto, attaccamento, attraverso le coccole. E’ il nostro modo naturale di comunicare. I cani sanno benissimo che non siamo cani.

Non è nell’etogramma dei cani neppure lanciare una pallina, eppure non solo lo facciamo, non solo i cani lo capiscono, ma lo apprezzano i cani e lo apprezziamo noi. Nessuno ci trova niente da ridire (qualcuno si, ma per oggi mi limito all’affaire coccole). Non è nell’etogramma canino neppure mettere il cibo in una ciotola, parlare, pettinare il pelo, toelettarlo (oh.. vero, la critica alle coccole arriva da una toelettatrice, bizzarro).

Niente di tutto questo è nell’etogramma del cane, perché non abbiamo alcun bisogno di comportarci come i cani, per vivere con i cani, per comunicare con i cani.

Non siamo cani, e i cani hanno abbastanza esperienza, capacità cognitive, empatia e sensibilità per capire chi siamo, e cosa vogliamo. Di solito, sanno chi siamo molto più di noi stessi.

contatto sociale del cane

“b) perché è vero che i nostri cani, a volte, sembrano apprezzare; e altre volte vengono proprio a chiederci, palesemente, di essere accarezzati… ma questo è un comportamento indotto dal fatto che, attraverso la convivenza con noi, hanno imparato a capire che questi per noi sono segni di apprezzamento. Quindi quella che cercano in realtà, quando per esempio fanno il classico gesto di infilarci il muso sotto la mano (e qualcuno se la spinge proprio sopra la testa), è la nostra approvazione sociale.”

Ammetto di avere qualche problema con il significato di “approvazione sociale”. Un cane quindi non ci chiede attenzione e coccole perché gli piacciono, ma unicamente per avere la nostra approvazione.

Forse sono strani i cani che incontro io. Perché i cani che incontro io chiedono attenzione e coccole per sentirsi amati e apprezzati (forse è questa l’approvazione sociale), per sentirsi rassicurati, per ringraziare (ebbene sì), per proprio piacere personale (alcuni cani adorano il contatto fisico), per risolvere un problema di ansia nelle relazioni sociali (io li chiamo “manipolatori”), persino per marcare con la spalla e la zona perianale.

I cani cercano attivamente un contatto sociale e fisico, lo tollerano, oppure lo rifiutano.

gruppo sociale cane uomo

Dipende dalla loro personalità, dal loro stato emotivo, dalle esperienze passate. Ho toccato in segno di affetto una femmina di dogo argentino rescue, e la cagna per un istante si è congelata e si è chiusa in se stessa. Poco dopo ha cercato di nuovo il contatto con me, ma per un istante ha rivissuto la paura della violenza. Le nostre mani, sono le nostre armi.

I cani che hanno subito abusi hanno imparato ad avere paura del contatto cn l'uomo.

Per i cani che non hanno imparato la paura, le nostre mani ricordano piuttosto la lingua della mamma, che li puliva da cuccioli. Carezze a palmo pieno, sulla schiena, la spalla, nel senso del pelo. Quando il cane è rilassato, e c’è fiducia e confidenza, carezze sulla testa, persino sugli occhi. Ogni cane ha i suoi punti preferiti, e ogni compagno umano dovrebbe aver esplorato, con le mani, il corpo del proprio cane. Io lo faccio sempre, per sentire come stanno, per confermare il nostro legame, anche solo per esprimere affetto.

“Peccato che l’approvazione sociale, in un branco, vada meritata e non debba/possa cadere dal cielo, così “tanto per”. Approvare il cane quando non ha fatto nulla, in realtà, significa concedergli “onori e privilegi” per il solo fatto di esistere: ma questi onori e privilegi, in un branco, sono riservati ai soggetti di rango superiore.
Ergo, il nostro cane, quando ci “chiede le coccole” solo perché gli va, non ci sta dicendo qualcosa come: “Umano mio, ti amo tanto, fammi capire che mi ami anche tu”, bensì: “Ehi, tu, essere inferiore, gradirei una grattatina sulla testa: vedi di obbedire e di darmela subito!”

Io provo tristezza, quando leggo questo genere di affermazioni. Provo rabbia all’idea che vengano trasmesse come verità, e tristezza al pensare che ci sia chi legge e ci crede. Forse vuole crederci, perché avere delle regolette da seguire da sicurezza. Non costringe a pensare, a guardare, a vedere. Non insinua alcun dubbio, “Posso fare le coccole al cane?” “Dipende”. Dipende è una pessima risposta, per chi cerca una soluzione a pronta cassa per ogni problema.

Trovo triste pensare che il cane debba fare qualcosa che gratifica il nostro ego, per meritare la nostra attenzione e delle coccole. I miei cani ottengono coccole ogni volta che me le chiedono. Le meritano per il solo fatto di esistere. Io voglio bene ai miei cani non perché si siedono, passano dopo di me da una porta, o sono calmi. Io voglio bene ai miei cani a costo zero.

accarezzare il cane

Brick è sempre libera mentre faccio lezione ai corsi, se siamo ai Laghi. Capita spesso che venga da me, mentre sto parlando. Smetto di parlare, la guardo negli occhi, le parlo e le faccio le coccole. Le chiedo se vuole qualcos’altro, oltre alla mia attenzione. A volte vuole andare al lago a fare un tuffo (non lo trova divertente se io non ci sono), così alla prima pausa, andiamo al lago. Non mi sono mai sentita un essere inferiore. Brick non è un essere inferiore.

La relazione con il cane non si basa su un rapporto di forza.

Solo i deboli hanno costantemente bisogno di dimostrare la propria forza, di fare dichiarazioni di forza. Quando Brick giocava con i cuccioli, si buttava spesso a terra, a pancia in su. Un cane forte, confidente, può dimostrare debolezza, può non solo mettersi alla pari, ma rendersi più debole, senza perdere niente. I gesti di forza non hanno alcun valore, se non siamo quello che dichiariamo di essere. Io sono più forte dei miei cani, ma non sento alcun bisogno di dimostrarlo in ogni istante della nostra convivenza. La nostra convivenza si basa sulla comunicazione, la condivisione, la comprensione, non sul ricatto, il controllo delle risorse, il distacco emotivo.

Quando, e come, fare le coccole ai cani.

Tra mai, solo se le merita e sempre, di mezzo c’è il cane. E’ così semplice. Dovremmo imparare a guardare i cani, e capire chi sono.
Un cane che si avvicina e ci annusa, non ci ha chiesto di toccarlo. Un cane che ci salta addosso e arriva con il muso contro la nostra faccia, non è amichevole.

Questi comportamenti sono nell’etogramma. Nell’etogramma c’è scritto quali comportamenti sono di contatto sociale, quali di stress, comportamenti che possiamo usare per capire la reazione del cane al contatto. Un cane può apprezzare il contatto fisico, può tollerarlo, o può essere a disagio al punto da cercare di allontanarsi o reagire. Se un cane si avvicina al punto da poterlo toccare senza spostare i piedi, dovremmo guardarlo, parlargli, e rimanere fermi. Se il cane è amichevole, possiamo provare a accarezzarlo. Per capire se gli piace, possiamo fargli le coccole per alcuni secondi, quindi interrompere. Ce ne chiede ancora? Si allontana?

Brick finisce spesso intrappolata nelle coccole degli estranei. Si avvicina per salutare, apprezza il contatto fisico, ma se qualcuno insiste, non riesce a allontanarsi. Vorrebbe, ma non può. A volte si butta a pancia in su, che non vuol dire che vuole altre coccole. E’ il suo modo per dire “sono buona non farmi del male”. Non è il suo modo per avere altre coccole. Lo si capisce perché non appena la persona smette di toccarla, si alza, si scrolla e si allontana. A meno che non si tratti di una persona che conosce, e a cui vuole bene. In quel caso il contatto diventa molto più prolungato, intenso, e confidente.

toccare il cane

I cani non sono uguali con tutte le persone.

Non sono uguali in ogni istante della loro giornata, e della loro vita. Un cucciolo tollera il contatto fisico, perché non può difendersi. Lo stesso cane, adulto, può cominciare a abbaiare agli estranei, per l’ansia di essere toccato contro la propria volontà. Lo stesso cane, può appiccicarsi addosso a una persona che conosce e a cui vuole bene, e passare minuti a farsi accarezzare.

Le regolette sono stupide. Nessun individuo è così semplice, così banale, da poter essere inscatolato in una stupida regoletta. I cani hanno vite sociali complesse, emozioni, personalità, esperienze. Invece di delegare a delle regolette il nostro comportamento, dovremmo imparare a usare tutto il nostro cervello, imparare a guardare il cane e a conoscere noi stessi.

Dovremmo aprire la mente, invece di trovare comode scatolette in cui rinchiudere i neuroni e la coscienza.

23 Luglio 2015
Testo di Alexa Capra
Fotografie di Daniele Robotti
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