Conosco cani che non sono mai stati liberi. Quando sono fuori dalle mura di una casa, dalle reti di un giardino, sono al guinzaglio o dentro un altro recinto.
I cani dei miei genitori (Kira e Uta), erano sempre al guinzaglio se li portavamo con noi, anche in montagna. Il mio primo cane era sempre al guinzaglio, fino al giorno in cui un cacciatore non ha sganciato il moschettone, con mio grande sgomento. E non è successo niente. Toby non è scappato, era libero di andarsene e ha scelto di rimanere con me.
I cani scelgono di rimanere con noi, imparano a non perderci, imparano a essere liberi. Noi impariamo a fidarci del nostro cane.
1. Iniziare quando è cucciolo.
I cuccioli hanno bisogno della protezione della famiglia, e tendono naturalmente a seguire gli adulti. Possiamo portare il cucciolo in un posto sicuro e fare una piccola passeggiata insieme. Proviamo a non chiamarlo, e lasciare che impari a non perderci di vista.

2. Il cibo non serve
Non cerchiamo di renderci più interessanti e di competere contro l'ambiente usando il cibo per richiamare il cane e per farlo tornare da noi. Usare il cibo insegna solo al cane a valutare se quello che abbiamo noi è meglio o peggio di quello che offre l'ambiente. Siamo noi ad avere un valore, rimanere con noi è importante, non ottenere cibo.

3. Gestire la predazione
Ci sono cani che amano essere con noi, cani che amano esplorare, e cani che in una passeggiata trovano una sola motivazione di divertimento: la caccia. Il nostro cane non dovrebbe predare gli animali selvatici, e sta a noi capire quanto è grande il rischio che cacciare diventi la sua motivazione principale. Possiamo offrirgli delle alternative, impegnandolo con il gioco, l'apprendimento o la ricerca olfattiva, e dobbiamo tenerlo legato se c'è il rischio che possa inseguire degli animali selvatici o domestici.

4. Controllo, conoscenza, fiducia
Sento spesso dire che per lasciare un cane libero è necessario avere un totale controllo sul cane. lo credo che sia importante conoscere il proprio cane, sapere se è o non è in grado di gestire la libertà in un certo contesto, e fidarsi del proprio cane. Se credo che il mio cane potrebbe aggredire una persona o un cane estraneo, non lo lascio I ibero contando sul richiamo. Lo tengo al guinzaglio.

5. Attenzione e connessione
Se il nostro cane è libero, dobbiamo mantenere attenzione verso il nostro cane e verso l'ambiente, e essere pronti a richiamarlo e legarlo prima di qualunque possibile rischio. Dobbiamo rimanere in connessione con il nostro cane e riconoscere un eventuale cambio di stato emotivo o motivazione.


9. Cosa dice la legge
Assicuriamoci che le normative locali permettano di lasciare il cane libero: non è consentito in aree urbane e in luoghi aperti al pubblico, come parchi cittadini, parchi privati, nei parchi naturali e nelle aree in cui la fauna è protetta, è possibile in luoghi pubblici salvo regolamenti locali.
E' sempre vietato permettere al cane di inseguire, predare, ferire e uccidere fauna selvatica o animali domestici. Il cane deve essere con noi, non può essere lasciato libero di allontanarsi incustodito.
Sulla gestione del cane libero ci sarebbe da scrivere un trattato.
Qui ho solo riassunto alcune mie considerazioni.
Quando esco con i miei cani, e camminiamo liberi in campagna, so che devo fare attenzione a Sonne (la bouledogue che vedete in copertina, e che proprio in questa foto sta chiaramente dicendo che no, non ha nessuna voglia di farsi mettere il guinzaglio
). Lei è quella che si perde a scavare le tane delle arvicole, che se vede un capriolo pensa di essere un predatore, lei è quella con cui ho dovuto davvero lavorare per costruire connessione e fiducia.
Benché sia stato impegnativo, non ho mai pensato di rinunciare, perché per me è importante che i miei cani sappiano gestire la libertà. Fa parte del mio modo di vivere i cani, poter lasciare i miei cani liberi in luoghi adatti alle loro capacità e competenze.
Oggi mi sono allontanata nel bosco per fare delle foto. Kandji e Arj, due pastori tedeschi, sono ovviamente venuti con me. Lei no. Lei era lì, da qualche parte. L'ho chiamata, è arrivata correndo. Questo per me è un risultato, non che torni perché io lo voglio, ma che torni perché lei vuole tornare, lei vuole seguirmi, lei non vuole perdermi.
Ci sono cani che ti regalano la possibilità di lasciarli liberi. Arj torna immediatamente, sempre, ovunque, da quando aveva tre mesi. Ci sono cani che quella libertà te la fanno sudare, lavorando duramente sulla connessione e la fiducia. Ma ne vale la pena, perché esistono poche cose così belle come vedere il proprio cane libero, e felice.
Testo di Alexa Capra 10 novembre 2022
Foto Daniele Robotti
