Il recupero dei cani aggressivi
Internet ha il grande vantaggio di rendere accessibili fatti e idee, ma il prezzo per questa accessibilità è un costante rischio di inciampare in cattive informazioni. E' il caso del recupero comportamentale di cani aggressivi, o comunque problematici.
L'informazione divulgata è: con certi cani è necessario ricorrere anche alla forza (o peggio, alla violenza), per poterli recuperare (e "salvare"), l'alternativa è l'uso di psicofarmaci. I metodi cosiddetti gentili sono destinati a fallire.
Non deve essere difficile credere che se un cane è aggressivo sia necessario in qualche modo controllarlo e fermarlo, e che questo preveda un certo grado di forza o di violenza. Non è difficile credere che essere gentili con un cane aggressivo o problematico non porti a alcun risultato reale o duraturo. Non è difficile credere che l'uso di psicofarmaci non sia altro che il fallimento di qualunque tentativo di relazione con il cane.
Quando mi sono trovata davanti 40 pit bull sequestrati al mondo dei combattimenti, e l'incarico di programmare il loro recupero, ho scelto di ignorare tutte le mie precedenti esperienze di lavoro con i cani, e ripartire da zero.
Il mio primo pensiero è stato: non so niente di questi cani. Ho investito mesi di lavoro solo nel conoscerli come razza e come individui. In quei mesi abbiamo subito diverse aggressioni, senza conseguenze, grazie a una gestione sicura. Ma prima di pensare a cambiare il loro comportamento, ho voluto capire.
Non c'era niente di personale, nell'aggressione di quei cani. I cani non ci odiavano, non volevano farci del male. I cani si difendono, o reagiscono in base alle loro caratteristiche e alle loro esperienze passate.
Questo periodo di conoscenza ha spostato l'attenzione dal comportamento del cane, a qualcosa di completamente diverso: il mondo con gli occhi del cane. Capire un cane è questo: riuscire a vedere il mondo con i suoi occhi. Questo processo di immedesimazione ha costruito pezzo per pezzo una alternativa a metodi basati sulla forza, l'inibizione, il controllo, o viceversa un distaccato tentativo di mascherare il problema con comportamenti appresi, cibo o farmaci.
La famiglia adottiva di "Zeb" Pitbull Ex-combattente
Cosa fa bene al cane? Cosa aiuta un cane problematico?
"Zeb" ospite d'onore al Congresso 2012 Gentle Team
Ci sono molti altri punti da considerare, ma 10 è un bel numero, così mi limiterò ad aggiungere che nell'aiutare un cane aggressivo per me l'aspetto più importante è che il cane mi deve piacere. No, non basta: mi deve piacere e devo guardarlo negli occhi senza barriere, dichiarando chi sono e chiedendogli chi è. Una comunicazione diretta, aperta, onesta è la migliore strategia per capire e aiutare un cane.
Testo Alexa Capra 08/01/2013 — Fotografie Daniele Robotti
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