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addestramento del cane video

Definizioni scientifiche a parte, i due termini vengono più o meno tradotti come:

Desensibilizzazione:  “Avere paura di qualcosa e smettere di averne paura”

Controcondizionamento: “Qualcosa che prima non piace e poi piace”

Cosa c’è tra il prima e il dopo dipende in gran parte dalla reale conoscenza dei processi definiti dai due termini, e dalla loro libera interpretazione nel mondo cinofilo. Oggi vi voglio raccontare di come il controcondizionamento agisce nella mia realtà, in queste infinite settimane di quarantena.

Dopo pranzo, Sonne, cucciolona di bouledogue di 7 mesi, è scesa dal divano in cerca di qualcosa da distruggere. E’ il segnale che è tempo di sfidare la giornata grigia e uscire in passeggiata. Come ogni giorno da tre mesi, mi infilo le scarpe e prendo in mano il suo collare e guinzaglio. Quando è venuta a vivere con noi, tre mesi fa, le bastava vedere collare e guinzaglio per allontanarsi e scappare se provavo a avvicinarmi. Odiava farsi mettere il collare (o la pettorina), e odiava essere al guinzaglio.

Prima di correre libera, dobbiamo affrontare 50 metri di strata asfaltata, e visto il reale rischio di incrociare automobili, devo necessariamente tenerla al guinzaglio. In tre mesi abbiamo fatto almeno 50 passeggiate. Questo significa che per 50 volte le ho messo il collare e agganciato il guinzaglio, mentre lei esprimeva tutto il suo disgusto.

A rigor di logica, tutto questo dovrebbe aver aumentato il suo stress per collare e guinzaglio. Anche perché io non ho mai fatto molto per cambiare la sua opinione. Non ho usato cibo per adescarla e manco per rinforzarla (di che, poi? Ero io a insistere fino a quando non si faceva mettere il collare). Non le ho detto che era bravissima ogni volta che le ho messo il collare. Non ho fatto molto per farle cambiare idea, se non... andare in passeggiata.

Le prime volte non le piaceva manco quello. Non si sentiva sicura con i miei cani, non si sentiva sicura fuori di casa. Sulla passeggiata ha cambiato idea perché mi sono messa a lanciare le foglie con i piedi controcondizionamento!). Ma sul guinzaglio no, manco per niente. Dunque, alla circa cinquantesima passeggiata mi infilo le scarpe, prendo collare e guinzaglio e... si mette a saltellare felice.

Per la prima volta sta associando collare e guinzaglio alla passeggiata, e la vista di questi due strumenti induce una risposta emotiva fortemente positiva.

il cucciolo in passeggiata

1 Tempo. Tre mesi. Ci sono voluti tre mesi di costante associazione tra collare, guinzaglio e passeggiata, prima che decidesse che questi strumenti non sono il male. Probabilmente non fossimo così assidui nelle passeggiate con le foglie, non avrebbe neppure funzionato. Sicuro l’avessi dovuta portare in luoghi in cui il suo stato emotivo non è così positivo, avrebbe continuato a pensare che collare e guinzaglio fanno schifo.

2 Stato emotivo vs. comportamento. Il controcondizionamento non è un cambiamento nel comportamento del cane. Se il vostro cane reagisce aggressivamente ogni volta che vede un altro cane, e voi gli insegnate a sedersi e guardarvi in cambio di cibo, non state lavorando in controcondizionamento. Questo perché sedersi è un comportamento, non è uno stato emotivo. Sedersi o essere seduto non significa che il cane sta bene o sta meglio. Inoltre il cane si siede, vi guarda e VOI gli date del cibo. In quel momento non esiste un legame diretto tra la presenza dell’altro cane e l’ottenere cibo. Il circuito non è diretto come in collare/guinzaglio = passeggiata. E’ anzi molto probabile che il cane non cambi per niente la propria percezione degli altri cani, e che la reazione riemerga quando il livello di stress impedisce al cane di ignorare lo stimolo (l’altro cane), o di sopprimere la risposta (sedersi invece di reagire).

3 E’ il CANE a cambiare la propria percezione dello stimolo. Potete impegnarvi finché volete nel dare cibo o la pallina al vostro cane ogni volta che vostro suocero viene a trovarvi, o dare a vostro suocero cibo e pallina da dare al cane, ma se il cane non comincia a pensare che vostro suocero è qualcuno che gli piace, non cambierà la sua reazione. Non potete ottenere un risultato solo perché volete ottenerlo. E’ il cane a fare il salto.

4 Cosa fa cambiare la percezione del cane? Quando pensiamo al controcondizionamento, in modo più o meno consapevole, in genere ci viene in mente il cibo, a volte i giocattoli o il gioco. In realtà molto spesso il primo passaggio da affrontare è fare in modo che il cane si senta semplicemente al sicuro. Un cane non può passare da “non mi piace” a “mi piace” se il “non mi piace” è associato a una sensazione di pericolo, e il “mi piace” viene proposto mentre il cane si sente in pericolo

Il controcondizionamento non è uno schema da seguire, è prima di tutto la capacità di riconoscere le reali motivazioni del cane, e agire in modo da modificare la sua percezione (non il suo comportamento e basta). Il risultato può richiedere settimane, persino mesi di informazioni coerenti con una diversa percezione.

bouldogue francese cucciolo

Alexa Capra, 30 marzo 2020

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