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Per i proprietari, e tristemente anche per molti istruttori cinofili, rinforzo positivo è la conseguenza a un comportamento.

Se il nostro cane esibisce un “buon” comportamento, la conseguenza deve essere positiva. Si presume che i cani ottengano da noi qualcosa di buono se si comportano bene, e vengano ignorati, o subiscano una conseguenza negativa, se si comportano male.
Questa interpretazione del principio del rinforzo positivo ha effetti negativi sui cani, gli umani, la loro comunicazione e relazione.

Ricevo una telefonata, anni fa. Una amica mi racconta che i suoi cani si sono azzuffati. Vive in un piccolo appartamento con 5 cani, alcuni dei quali con disabilità fisiche. Cosa farai, adesso? Le chiedo. La sua risposta ha un forte impatto sulla mia vita: “Mi sveglierò prima, passerò più tempo a fare le coccole a ognuno di loro, e dedicherò più tempo per le passeggiate nel bosco. Lavorerò più duramente per renderli felici”.

pastore tedesco bouldogue francese

Kandji e Sonne in una delle nostre passeggiate "crea-rapporto"

Tre giorni fa, ripenso a quelle sagge parole, perché mi trovo anche io in una situazione di conflitto familiare.
Un mese fa ho adottato una cucciola di bulldog francese. Vivo con tre pastori tedeschi e un border collie. Arj si è dimostrata materna e protettiva dal primo istante. Grisou fa finta che Sonne non sia mai esistita. Puma ha deciso che doveva morire. Kandji ha esibito paura, e aggressività ogni volta che la cucciola ha tentato di avvicinarlo. Uno dei miei cani potrebbe seriamente ferire e persino ucciderla con un solo morso.
Non ho sottovalutato per un solo minuto la responsabilità di gestire il nuovo arrivo. Per aiutare i miei cani a accettare Sonne, ho usato la strategia di Liviana: siamo andati a fare delle passeggiate nel bosco ogni giorno, io, la cucciola e uno o due dei miei cani. Ha funzionato bene con tutti, hanno deciso che può vivere. Questo mi ha permesso di rilassarmi, e tornare alle nostre abitudini.
Questo significa che Kandji può salire al piano di sopra di sera, in camera mia, per la sua razione di coccole. La prima sera è scappato non appena ha visto Sonne in camera. La seconda sera è salito sul letto, ma si è irrigidito, ha ringhiato e minacciato Sonne che cercava di salire sul letto. Il terzo giorno è andata anche peggio: Kandji ha quasi aggredito Sonne. Qualcosa non stava funzionando. Mi sono preoccupata, ho fermato Kandji e l’ho mandato al piano di sotto. Nessun cane può fare del male a una cucciola che è sotto la mia protezione. Kandji era veramente stressato.

Il giorno dopo ero infelice per quanto successo, e ho deciso di pianificare una migliore strategia. Ho deciso di tornare al “principio di Liviana”. Quella sera Kandji è entrato in camera, io ho ignorato Sonne e gli ho dedicato tutte le mie attenzioni, dicendogli che è un bravo cane, che lo apprezzo tantissimo e che non ha bisogno di preoccuparsi per Sonne. E’ riuscito a rilassarsi. Nei due giorni successivi è ancora migliorato, al punto da essere in grado di tollerare la sua presenza sul letto, senza irrigidirsi, senza ringhiare, e senza minacciarla neppure se lei si avvicinava.

Ricordate, il rinforzo positivo?

Quella sera il “cattivo” comportamento di Kandji della sera prima ha avuto solo conseguenze molto positive. Eppure, Kandji è migliorato.

E’ chiaro, le conseguenze positive non sono state associate al ringhiare e alle minacce, e io non dovrei confrontarle con un rinforzo positivo, perché manca una associazione diretta tra comportamento e conseguenza. Ma io sto parlando di come la nostra mente processa e applica il principio del rinforzo positivo. Noi aspettiamo un buon comportamento, chiediamo al cane di comportarsi bene, vogliamo e pretendiamo che si comporti come piace a noi. Solo se il cane fa quello che vogliamo, siamo pronti a produrre una conseguenza positiva, convinti che questo sia il modo corretto di educare un cane. Un cane merita qualcosa di buono solo se si comporta come vogliamo.

In questa prospettiva, io avrei dovuto ignorare o sgridare Kandji per il suo comportamento, quando ha minacciato Sonne, e dirgli “bravo” o dargli qualcosa di suo gradimento se non avesse reagito alla sua presenza. Questa è la logica fallace del rinforzo positivo: focalizzarsi sull’associazione comportamento-conseguenza, e ignorare totalmente le cause e gli effetti nel futuro di una esperienza. Il principio del rinforzo non è basato sulle conseguenze positive o negative associate al comportamento. Si basa sul futuro. Una conseguenza è un rinforzo solo se aumenta quel comportamento in futuro. Si può valutare l’efficacia di una conseguenza solo attraverso le scelte successive del cane.

Io ho detto a Kandji che è un bravo cane non perché Kandji non ha minacciato Sonne. Gli ho detto che è un bravo cane perché penso che sia un bravo cane, perché volevo che sapesse che malgrado il suo atteggiamento verso Sonne, rimane un bravo cane. Sentirsi rassicurato nel rapporto con me è l’elemento che ha cambiato la sua capacità di tollerare la cucciola. Non ho rinforzato un comportamento, ho dato a Kandji un buon motivo per non sentirsi in pericolo nel suo rapporto con me. Non ho agito a livello di comportamenti, ma al livello delle sue motivazioni e emozioni

1. Smettete di focalizzarvi solo su buoni/cattivi comportamenti. Imparate a pensare in termini di emozioni e motivazioni.

2. Smettete di ignorare i “cattivi” comportamenti. Guardate, capite, comunicate, aiutate. NON ignorate il cane. E’ così dannatamente maleducato farlo.

3. Smettete di rinforzare i “buoni” comportamenti per ottenere quello che volete. Siate felici, orgogliosi, comunicate con il cane, mostrategli che siete consapevoli e che ci tenete. Siate onesti e reali.

4. Non aspettate un “buon” comportamento per dare al vostro cane qualcosa di bello. Rendete il vostro cane felice, fatelo sentire al sicuro, e i buoni comportamenti saranno uan conseguenza del suo stato mentale e emotivo.

5. I “cattivi” comportamenti possono migliorare grazie a conseguenze positive.

6. I “buoni” comportamenti” non necessariamente aumentano in frequenza se associati a conseguenze positive.

7. Smettete di cercare così testardamente di cambiare il comportamento del vostro cane. Focalizzatevi nel capire le cause e le motivazioni, date al vostro cane migliori strumenti al di fuori del problema.

8. Smettete di usare i principi dell’apprendimento come se steste cucinando una torta. Voglio più di questo, meno di quello. Non può funzionare. Imparate a conoscere il vostro cane, siate consapevoli delle vostre emozioni e motivazioni.

9. Il cibo è una conseguenza positiva se il cane si sente al sicuro e ha fame. Un boccone non è una conseguenza positiva se il cane è impaurito da qualcosa o qualcuno. Sentirsi al sicuro è una conseguenza positiva.

10. Non siete un cattivo proprietario se non siete in grado di cambiare un “cattivo” comportamento mentre il cane lo esibisce. Il cane potrebbe essere incapace di sentirvi, incapace di fare una scelta differente, in quel momento. Siamo incapaci di controllare le nostre emozioni e i nostri comportamenti quando siamo in un intenso stato emotivo. Come potremmo essere in grado di controllare le emozioni di qualcun altro?

bulldog francese pastore tedesco

Quasi amici

Alexa Capra, 29 dicembre 2019

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